Il corpo sbagliato – 2 Filastrocca

Il primo grande errore compiuto da ogni donna, è l’esser nata femmina.

Non sono un’esperta di avere il pisello, dico solo che crescere da maschio mi sembrava più bello:
zero elastici crudeli che ti tirano i capelli,
zero scarpe di vernice, in generale nessuno degli orpelli,
né vestiti complicati.
Essere bambina somiglia a entrare in una vetrina di ninnoli ben impacchettati
un esercito di bomboniere agghindate a puntino
cose rare che ti tocchino, se nasci bambino.

Con i vestitini iniziano gli errori:
“Tieni chiuse le gambe, che le mutande ti si vedono da fuori!”
“Non sporcarti a giocare con le biglie!”
“Ma ho quattro anni…” “Quisquilie!”

e il tutto continua da più grande
per l’innominabile contenuto delle stesse mutande,
argomento di cui meglio parlare proprio per niente:
la prima volta che mi sono bagnata, pensavo d’esser nata incontinente.

Alla pubertà iniziano i dolori:
tempo di armarsi contro il nemico pene condizionate da falsi pudori
mantenendo la posa di apparire accattivanti
rassegnandosi alle infinite corvée di lì in avanti.

Gambe, inguine, unghie, sopracciglia e poi la buccia d’arancia
a seconda della moda del lustro, forse si perdona un po’ di pancia
a patto che resti nascosta il più possibile
facciamo del tutto: meglio invisibile.

Si cresce abituate a nascondere le cose che il corpo fa e per gli altri sono sbagliate:
“depilati quelle gambe, che è arrivata l’estate!”

Gambe glabre e lisce, preferibilmente spesse quanto fiammiferi
le donne devono aver più classe, pare non basti un unisex “mammiferi”

e si passa rassegnate sulle cosce rasoi,
come la gomma sul foglio di carta per cancellare l’errore,
ma l’errore non è una svista: lo sbaglio è una parte di noi

da rinnegare fino in fondo
magari tutte irritate, ma tirate da fighe agli occhi del mondo.

E i corpi all’improvviso non sono più uno strumento
sono prigioni da tenere in ordine, un continuo tormento:
“sì vengo al mare, ma ho fatto la piastra l’altro giorno,
starò a cuocermi senza bagno, fino al ritorno”;
“non posso venire ai lidi vicini:
ho la ricrescita in zona bikini”.
Corpi in cui non si possano stiracchiare rilassate le carni e anime di persone,
corpi sodi, tensi
corpi come tesi sempre in discussione
densi di confronti senza soluzione.

Offesi nel cordoglio delle possibilità
sempre migliorabili o al più da coprire
che sia inverno o ci sia un caldo da morire
corpi trattati come pubblica proprietà
vilipesi da altissimi giudizi
per i loro errori di forma
meno il contenuto
che a forza di litigi diventano tristi
di corpi illesi non ne ho mai visti.

Corpi che in pace non li si vuole lasciare
sono imballaggi per saldi, nati per farsi guardare.

39 pensieri su “Il corpo sbagliato – 2 Filastrocca

  1. Che poi da neo mamma di bimba ti domandi come fare, che esempio darle, io sono un po’ una raccattata, al mare vado anche coi peli e ho i capelli sempre in disordine, truccarsi figuriamoci, ma a volte ci sto male e vorrei essere una sempre in ordine, a lei ora cosa insegno?

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      1. Ci penso da ieri, cosa mi dà noia? Il fatto, forse, di lavorare in un ambiente dove, solo le donne, si va vestite come io mi vestirei giusto giusto per un matrimonio, il fatto che mamma mi dica spesso che sembro una barbona, mentre io ho coscientemente deciso che solo una piccola parte del mio tempo e dei miei averi possono essere dedicati all’aspetto fisico!

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        1. E secondo me hai anche ragione, però capisco che il contesto abbia un peso in come ci si sente poi…

          Magari potresti farti un po’ di guardaroba, o comprarti le cose che ti servono di qui in poi, un po’ più “ad hoc” per l’ambiente lavorativo 🤷🏼‍♀️

          Ma se la cosa non influisce sul lavoro (contatto con il pubblico o incontri formali con clienti, non so cosa fai 😬) magari non importa e hai un motivo in più per non badarci 🤷🏼‍♀️

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  2. Eh, no, mi tocca obiettare.

    Punto primo: ho sempre desiderato le scarpine di vernice, non le ho mai avute; mia madre le detestava.
    Punto secondo: non ricordo di aver mai avuto vestiti rosa, non so perché; però è un colore stucchevole che detesto, non so perché.
    Punto terzo: mai messi elastici nei capelli, li ho sempre portati corti fino ai quindici anni. Dopo di che non ci pensavo manco lontanamente, a legarmeli, ma non li ho mai portati oltre le spalle. Oggi adoro legarli, pinzarli, infilzarli coi pettinini, ecc.
    Punto quarto: potevo stare scomposta quanto volevo, perché mia madre mi metteva sempre i pantaloni. A quindici anni, quando mi sono finalmente spuntate le tette (che ingombravano il petto di tutte le mie compagne di scuola, ma non il mio) ho scoperto le gonne e i tacchi alti e giravo come Lana Turner ne “I peccati di Peyton place”, ovvero gonne aderenti con lo spacco, tacchi di dieci centimetri e golfini di due taglie in meno in colori vivaci. Ancora lo rimpiango.
    Punto quinto: mai fatta una ceretta in vita mia, uso il rasoio. In zona bikini l’effetto è granguignolesco, spesso e volentieri, ma non me ne frega niente. Mi sono chiesta spesso perché devo far finta di non avere peli là dove li ho, ma ammetto che le foreste inguinali che fuoriescono dal costume sono antiestetiche. La mia amica Roberta si è sposata coi ciuffi sotto le ascelle, ma lo spettacolo era veramente inguardabile. Ah, le austriache non si depilano le gambe. Girano con dei tronchi incredibili, in piscina a Vienna eravamo tutte sbalordite. Però beccano lo stesso.
    Punto sesto: non ho mai messo piede dall’estetista. La mia amica Roberta, quando glielo dissi, mi folgorò con un: “si vede!”, ma solo perché non sapeva cosa ribattere, secondo me. Lei ci andava tutte le settimane, pure per farsi mettere lo smalto sulle unghie dei piedi. E mica ci vuole la laurea!
    Punto settimo: quando mi sono sposata (vabbè, in Comune), non sono andata a farmi trucchi o acconciature particolari. Ho fatto una doccia, mi sono asciugata i capelli, ho messo un filo di trucco e rossetto. Ho sempre detestato gli stravolgimenti da matrimonio, ho visto donne trasformarsi letteralmente. Lo trovo sleale nei confronti del povero marito: oggi una principessa, al risveglio un carciofo.
    Punto ottavo: il capitolo -contraccezione- è stato fastidioso, sembrava che la cosa riguardasse solo me.
    Punto nono: gli orpelli dovrebbero essere una scelta, pure divertente. Insomma, bisognerebbe truccarsi, acconciarsi, vestirsi per se stesse, mica per gli altri.
    Punto decimo: non mi viene niente, però ora ci penso.

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    1. Penso che il grosso della questione sia con quanta “violenza” vengono imposti alcuni comportamenti

      mi piace molto questa carrellata, specie perché rende bene il concetto: non conta tanto il contenuto ma il modo con cui si tratta una persona, specie se questa persona è una bambina (ma anche un bambino, anche se in questo caso penso più all’esperienza femminile per ovvie ragioni) 🙂

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      1. Le consiglio l’esperienza liberatoria di girare senza per un po’, non se ne accorgerà nessuno, lo saprà solo lei. È terapeutica. Il reggiseno è uno strumento di tortura, lo ammetto. Dentro casa non lo metto mai. In estate, manco le mutande, la faccio respirare.

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        1. Ogni tanto sto senza, infatti stavo cercando di capire se posso mettere immagini nei commenti ma penso di no…

          Ieri sera ero senza (non ne avevo di pulite) 🤷🏼‍♀️
          e non ho capito perché, ai morosi non è mai piaciuta questa cosa

          manco ci fossero quelle tra me e l’accoppiarsi a caso come i bonobi 🙄

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  3. Le imposizioni sociali nei confronti delle donne sono assolutamente esagerate e penso che ogni donna dovrebbe far solo ciò che effettivamente ritiene giusto fare per se stessa e non per una accettazione sociale.
    E comunque il pisello alla fine è sopravvalutato!😂

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    1. È che è molto stressante

      poi cresci sprecando un sacco di energie scervellandoti su queste puttanate, mettendo in secondo piano questioni di rilievo

      tipo evitare di crescere senza capire una fava 🤷🏼‍♀️

      (Io il pisello per una settimana vorrei averlo, però: provare com’è 😬)

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      1. Mmm…farei volentieri a cambio ma, fortunato come sono ho la certezza che capiterei proprio nella settimana tampax per cui non riuscirei a mettere in atto tutte le mie fantasie da patata spudorata!😬

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          1. Ci sono un bimbo e una bimba che si incontrano in un parco, ognuno di loro ha in mano un bustone. Il bimbo dice alla bimba (tirando fuori dal suo bustone una palla): “Io ho questa palla e tu non ce l’hai pappappero!” e la bimba risponde: “Ce l’ho ce l’ho ce l’ho!”. Allora il bimbo tira fuori un pupazzo e dice alla bimba: “Io ho questo pupazzo e tu non ce l’hai pappappero!” e lei risponde: “ce l’ho ce l’ho ce l’ho”. Allora il bimbo tira fuori una penna e le dice: “Io ho questa penna e tu non ce l’hai pappappero!” e lei gli risponde: “Ce l’ho ce l’ho ce l’ho!”. A questo punto punto il bimbo ormai è esasperato e allora dice alla bimba slacciandosi i pantaloni: “Io ho questo e tu non ce l’hai pappappero!” e allora la bimba dice piangendo: “Non ce l’ho…”. Il giorno dopo i bimbi si riincontrano e la bimba dice al bimbo: “La mia mamma mi ha detto che io con questa di quelli ne posso avere quanti ne voglio!”😝

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  4. Pierino torna a casa tutta contenta, sventolando 5 Euro. La mamma le chiede chi gliele ha date. “Me le ha date Pierino! “ esclama raggiante. La madre, accigliata, le chiede perché. “Ma niente, mi ha sfidato a salire sull’albero e io l’ho fatto”. La madre, sconsolata, le dice che l’ha fatto apposta, per vederle le mutandine. Ma lei, trionfante, esclama: “E mica sono scema! Me le ero tolte!”

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  5. Sulla faccenda ho da dire soprattutto una cosa: diffidare sempre dagli uomini che vogliono la donna glabra come una bambina e sempre in tiro con tacchi alti e trucco mai sbavato. O trucco in generale.
    Sono quelli più insicuri di tutti, che poi fanno sentire insicure le altre.

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    1. Non ci avevo mai pensato, che un uomo potesse somatizzare la propria insicurezza cercando di aggiustare l’aspetto della compagna 🤔

      Però – adesso che lo dici – forse fa anche il paio con qualcuno che ho frequentato!

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      1. Generalmente, chi è sereno e risolto, permette all’altro di esprimere la sua personalità senza dettare condizioni, accettandolo così com’è.
        Gli insicuri e i manipolatori cercano di denigrarti per poter apparire migliori di te, minando la tua autostima.

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        1. Hai ragione 🙂

          non avevo mai pensato al fatto che (legittimo o meno, se tali si possono pensare le insicurezze) il mio aspetto potesse essere fonte di insicurezza per qualcuno diverso da me 🤷🏼‍♀️

          I manipolatori sono molto più semplici da notare, penso 🤔

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  6. Il discorso si fa interessante. Purtroppo, e anche rovesciabile: una mia amica, iscritta a giurisprudenza, non ha potuto terminare gli studi e ha dovuto mettersi a lavorare, rimpiangendo di non essere riuscita a diventare un avvocato. Quindi, ne ha sposato uno. È frequente questa forma di cannibalismo, specialmente quando si è giovani e insicuri.

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